Paura di viaggiare da soli?

Fra il voler partire da soli e il farlo davvero c’è un passo, un piccolo, singolo, passo, ma è un passo che non tutti riescono a compiere.

Il mondo è pieno di persone che vorrebbero partire in solitaria per i più disparati motivi ma alla fine desiste per uno solo, quale? La paura.

La paura della solitudine, della noia, la paura che possa capitarci qualcosa e non ci sia nessuno ad aiutarci, la paura di fare qualcosa di nuovo, la paura che questa cosa alla fine non faccia per noi.
Tutti hanno paura di quello che potrebbe succedere nessuno di quello che potrebbe perdersi.paura-viaggiare-sola

Ma vediamo in cosa consiste la paura di viaggiare da soli, cosa realmente ci spaventa? 

  • La paura dell’ignoto, di fare qualcosa che non abbiamo mai fatto. Farà davvero per noi? Ci piacerà davvero ?

    Tutte le cose che ci appassionano e che ci rendono felici sono frutto di qualcosa che non abbiamo mai fatto. Pensa al primo libro che hai letto, alla prima volta che ti sei innamorato, al primo concerto a cui sei stato, al primo attimo in cui i tuoi occhi hanno incrociato la vastità del mare o di una vallata innevata, al giorno in cui hai deciso di provare quel particolare sport che poi è diventato la tua vita, pensa a ogni tua passione, per ognuna di esse c’è stata una prima volta nata per caso o per un tuo istinto, a un certo punto hai deciso che volevi provare a fare quella cosa e alla fine è diventata una passione. Fidati di te, se senti di dover provare a fare qualcosa, ci sono buone probabilità che quella cosa sia destinata a diventare una tua fonte di felicità e benessere, se senti di voler viaggiare da solo, forse dovresti farlo.

  • La paura che ci capiti qualcosa, la paura di star male. E se mi rubano il portafoglio? E se cado e mi faccio male ? Chi ci sarà ad aiutarmi?

    All’inizio è difficile immaginarsi da soli in un posto sconosciuto, si ha sempre la sensazione che ci possa accadere di tutto. Ma quante volte siamo stati male a casa nostra? In quante situazioni siamo stati in pericolo senza neanche saperlo? La verità è che le cose brutte possono succedere sempre e ovunque, ma non per questo devi smettere di vivere. La probabilità che ti accada veramente qualcosa non cambia in base a dove ti trovi, basta rimanere sempre responsabili, (ecco magari la strada buia e desolata a mezzanotte è da evitare), e prendere qualche precauzione prima di partire, io in passato ho trovato ottimi consigli a questo link , dacci una letta 😉 .

  • La paura della solitudine, di non bastarci.

    Ho già parlato della solitudine qui quindi ora non starò a tediarti ancora su quanto sia bello stare da soli, la realtà è che tu lo sai già che starai bene con te, hai paura di sbagliarti forse, ma se hai anche solo pensato di fare un viaggio in solitaria, sei consapevole di essere perfettamente in grado di sopportarti

    « “la solitudine è qualcosa di più che un’esperienza diffusa. Sotto certi aspetti è un’esperienza necessaria, ineluttabilmente connessa alla condizione umana. È la nostra stessa individualità a imporci la solitudine; non è possibile sfuggirle se non a costo di perdere la nostra identità” »  (Maria Miceli, Sentirsi soli)

  • La paura della noia, dei momenti morti. E se ha un certo punto non so cosa fare? E se alla fine mi annoio?

    La parte migliore del viaggiare da soli è che possiamo organizzarci le giornate in base alle nostre esigenze, e sai che cosa ne viene fuori? Giornate piene, a volte anche troppo. Quindi no, non ti annoierai, portati sempre della musica e un buon libro ma ti accorgerai che la noia non esiste quando non si ha nessuno da aspettare e si è liberi di fare tutto ciò che si vuole.

  • La paura di non conoscere le lingue, di non riuscire a comunicare.

    Si può viaggiare senza parlare più lingue? C’è chi dice di no, io penso di si.
    Col solo italiano si riesce a farsi comprendere tranquillamente ovunque si parli spagnolo, stiamo parlando di 21 paesi, inclusi la Spagna e la gran parte dell’America latina.
    Per il resto ti basterà imparare qualche frase tattica prima di partire, almeno in inglese, come ordinare da mangiare e da bere, chiedere informazioni, prenotare una camera o un ristorante; ricordati di imparare la pronuncia delle città nella loro lingua (la gente ci tiene) . Non dimenticare di aggiungere gesti e sorrisi mentre cerchi di farti capire, la gente è più disposta a impegnarsi a comprende quando sorridi; la tecnologia è sempre dalla tua, il traduttore di Google mi è venuto in aiuto parecchie volte, l’ho usato anche per tradurmi il menu al ristorante (anche se di solito preferisco ordinare alla cieca e divertirmi a indovinare cosa sto mangiando), ti consiglio di scaricare le lingue che ti interessano per l’uso offline prima di partire, così non avrai neanche bisogno di internet per usarlo. Ovviamente socializzare sarà un pochino più difficile, ma non preoccuparti, col tempo migliorerai sempre di più.

Solo poco tempo prima di fare il mio primo viaggio da sola non pensavo l’avrei mai fatto, ho aspettato che diventasse un’esigenza e poi ho aspettato ancora, finché alla fine non sono partita e sai cos’ho capito? Che avevo perso tempo, perché è questo che fa la paura, toglie tempo alle cose che amiamo.

Ho ancora paura, anche ora che ho provato sulla mia pelle quanto sia ingiustificata, la settimana prima di ogni viaggio è un vero inferno. Quando ormai tutto è organizzato e prenotato , una parte di me vorrebbe tornare indietro e annullare ogni cosa, così ripenso alla sensazione che provo il primo giorno, quando dopo una notte insonne, un paio di treni, la navetta per l’aeroporto, il check-in, il volo, a volte un altro volo, a volte l’attesa del bagaglio, la metro o il bus per il centro, i 5/10 minuti che ci metto a capire dove sono e come arrivo in hotel, dopo tutte queste cose, in un solo istante, tutta la paura che ho immagazzinato dentro di me improvvisamente sparisce, mi ritrovo a respirare normalmente e sento lo stomaco ripartire, e ho questa sensazione, assurda se ci pensate, di sentirmi a casa. In quel preciso istante, quando tutta quella paura se ne va, io sono felice, felice per davvero, e allora capisco perché lo faccio, perché viaggio completamente da sola, perché resisto a quella settimana di ansia, perché non do alla paura il potere di farmi cambiare idea; mi fermo sempre per qualche secondo a godermi l’attimo, do una veloce occhiata a quello che mi circonda, faccio la prima foto di rito, e riparto, ho un intero viaggio davanti a me.

“E le senti le vene, piene di ciò che sei, e ti attacchi alla vita che hai.

Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno senza destinazione.

Leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po’ di sole ed in bocca una canzone.”

Non ti ho ancora convinto? In realtà non credo di avere il potere di farlo, alla fine la decisione spetta solo a te, ma, con la speranza che possa tornarti utile, ti lascio con questo articolo il ragazzo che l’ha scritto, se già non lo conosci, si chiama Francesco Grandis, in arte Wandering Wil, è un ragazzo che nel 2009 ha deciso di mollare il lavoro e partire per un giro intorno al mondo di 6 mesi, da quel giorno dedica tutto il suo tempo alla ricerca della felicità, e lo fa viaggiando. Ha scritto un libro “sulla strada giusta” e creato un blog dove condivide le sue esperienze di vita; in questo articolo propone delle riflessioni interessanti sulla paura, e su come combatterla, spesso, sia l’unica via per la felicità.

Come al solito ti ricordo che puoi seguirmi anche su Facebook per non perderti più nessun articolo e se c’è ancora qualcosa che ti spaventa o ti frena non esitare a scrivermelo nei commenti.

Paura di viaggiare da soli? ultima modifica: 2016-04-12T16:02:17+00:00 da Francesca
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5 Comments

  • Reply Eliana 12 Aprile 2016 at 17:38

    Bello, da viaggiatrice (spesso solitaria) condivido ogni singola parola di questo articolo 🙂

    • Reply Francesca 13 Aprile 2016 at 17:24

      Grazie 🙂 😉

  • Reply Viaggiare da soli: Come superare la paura e partire - Io viaggio con me 22 Aprile 2016 at 17:11

    […] serie infinita di ansie e paure, così ti blocchi e lasci che il tempo passi (ne abbiamo parlato qui, […]

  • Reply Gabriella Fasanaro 17 Giugno 2016 at 9:03

    Condivido tutto

    • Reply Francesca 19 Luglio 2016 at 16:38

      Grazie 😉

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